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Le patate vitellotte.

Categoria: Nutrizione
Le patate vitellotte.

Conoscete le patate Vitellotte? Fanno parte sempre della famiglia delle Solanacee, sono quindi caratterizzate da un apporto calorico moderato, hanno una buona quantità di carboidrati complessi (amido), proteine, fibre, vitamine e Sali minerali.
Hanno un contenuto di antiossidanti stimato di circa 150 mg in 100 gr di peso a crudo, molto superiore al contenuto che ritroviamo in altri alimenti caratterizzati dallo stesso colore blu-viola quali ad esempio uva e mirtilli.
Nelle Vitelotte troviamo antiossidanti quali l’acido fenolico, i carotenoidi, le antocianine, l’acido ascorbico e l’acido clorogenico.
In particolare questi ultimi tre antiossidanti sono stati oggetto di uno studio, avente come obiettivo quello di verificare l’effetto della cottura e della pelatura sul loro contenuto in diverse varianti di patate: bianche, gialle, rosse e viola.
I risultati hanno dimostrato che le antocianine, l’acido ascorbico e l’acido clorogenico vengono maggiormente trattenuti nelle patate viola rispetto alle altre varianti, sia dopo la lessatura sia dopo la bollitura e soprattutto se si conserva la buccia durante la cottura; questo a causa del loro elevato contenuto iniziale.
In un altro studio invece è stato dimostrato che il consumo regolare di patate viola in soggetti ipertesi, non soltanto non induceva un aumento di peso, ma riduceva i valori pressori, agendo come ipotensivo.
La pelle è piuttosto spessa, sono pertanto difficili da sbucciare, il mio consiglio è di lessarle in acqua fredda con la buccia.
Dal punto di vista del sapore ricordano quello delle nocciole o delle castagne; la polpa, estremamente farinosa, una volta cotta può risultare un po’ appiccicosa.
Sono molto digeribili e per gustare al meglio questo particolare tubero si consiglia di evitare la cottura a vapore e di cucinarlo insieme alle altre varietà di patate, per dare ai piatti un piacevole effetto multicolore. La polpa particolarmente farinosa le rende molto adatte alle preparazione di purea e di gnocchi ma è ottima anche fritta o semplicemente bollita. Non contengono glutine per cui sono considerate un alimento sicuro anche per i celiaci.
Non hanno particolari controindicazioni, grazie ai benefici e le note positive che superano di gran lunga quelle negative.
L’unica accortezza riguarda la cottura, nonostante ci siano diverse ricette che le prevedono al vapore talvolta se non cotte bene possono risultare sgradevoli al gusto in quanto sono eccessivamente farinose, pertanto si consiglia di leggere attentamente i tempi di cottura o di cuocerle in modo alternativo al vapore.
Inoltre elevate temperature di cottura sembrano distruggere la maggior parte delle sostanze salutari, lasciando soprattutto amido, grassi e sali minerali.
Le patate Vitelotte hanno origine antichissime, derivano dal Sud America (Perù e Cile) e sono caratterizzate da una polpa e una buccia di colore blu-viola.
Nonostante oggi si coltivino anche in Francia e in Italia, non è facile trovarle in commercio. Hanno dimensioni ridotte, una forma oblunga e una polpa farinosa; ma ciò che non passa inosservato è certamente il loro scenografico colore, dovuto all’elevata concentrazione di antiossidanti, composti fondamentali per il nostro organismo, capaci di contrastare l’azione dei radicali liberi, di proteggere le nostre cellule contro l’invecchiamento e contro lo sviluppo dei tumori.
Per quanto riguarda il loro consumo in cucina, le Vitelotte si prestano bene per essere consumate lesse, in purea o fritte, mentre la cottura al vapore è sconsigliata vista la farinosità della polpa.
Ad ogni modo, così come per tutte le patate, il loro consumo deve avvenire nel giro di qualche ora dopo la cottura, onde evitare possibili contaminazioni batteriche e perdita di digeribilità. Con questa varante di patate, l’effetto scenografico per i vostri ospiti è comunque garantito!

 

Dott.ssa Azzurra Fini
Biologa Nutrizionista
Tel. +39 328 8633173